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Come (e dove) dormono gli astronauti quando sono nello spazio?

  • 25 Marzo 2024
Come e dove dormono gli astronauti nello spazio?

Nella vita degli astronauti esistono aspetti fondamentali, che sono invece per noi ordinari, che diventano sfide significative in un ambiente senza gravità. Uno di questi è il sonno. Dormire nello spazio, come possiamo immaginare, non è semplice come sulla Terra, dove la gravità ci tiene ancorati al letto e il ciclo naturale di luce e buio regola il nostro orologio biologico. Scopriamo quindi in che modo gli astronauti si adattano a questa nuova condizione e dove trovano il loro angolo di riposo in un ambiente così inusuale.

Come vivono gli astronauti nella Stazione Spaziale Internazionale

La Stazione Spaziale Internazionale (ISS) è un laboratorio orbitante a circa 400 chilometri dalla superficie terrestre dove gli astronauti trascorrono mesi, talvolta anche un anno, in condizioni di microgravità. L’ambiente a bordo è progettato per consentire lo svolgimento di esperimenti scientifici, la manutenzione della struttura e, naturalmente, il benessere fisico e mentale degli astronauti.

Nella Stazione Spaziale Internazionale gli spazi sono limitati e ogni centimetro è ottimizzato per l’efficienza e gli astronauti vivono in moduli pressurizzati dove possono respirare normalmente grazie a sistemi avanzati di riciclo dell’aria e gestione delle risorse. Oltre al lavoro, ci sono momenti dedicati all’attività fisica per contrastare la perdita di massa muscolare e ossea causata dalla microgravità e ogni astronauta ha una piccola cabina privata che è la sua zona personale per riposare e rilassarsi.

Dormire nello spazio: il programma giornaliero degli astronauti

Dormire nello spazio presenta sfide uniche, soprattutto per via dell’assenza di un ciclo giorno-notte definito. La ISS orbita attorno alla Terra circa ogni 90 minuti, il che significa che gli astronauti assistono a 16 albe e 16 tramonti ogni 24 ore. Questo ritmo frenetico può confondere l’orologio biologico umano, rendendo complesso stabilire quando dormire e quando restare svegli.

Per mantenere un equilibrio, la NASA e le altre agenzie spaziali hanno creato un programma rigido: gli astronauti seguono un ciclo di circa 24 ore che imita quello terrestre, con un periodo di riposo programmato di circa 8 ore per notte. Le luci nella stazione vengono abbassate durante le ore di riposo per simulare la notte, mentre durante il giorno sono più intense per mantenere un ritmo circadiano il più possibile naturale. Molti astronauti riportano però difficoltà ad addormentarsi a causa del silenzio innaturale e dell’assenza di gravità, che fa percepire il corpo in uno stato di galleggiamento.

Le cabine in cui dormono gli astronauti: come sono fatte

Per garantire un sonno il più confortevole possibile, la ISS è dotata di cabine private chiamate “crew quarters”. Queste cabine sono piccole, con dimensioni simili a quelle di una cabina telefonica e contengono un sacco a pelo ancorato al muro per impedire al corpo di fluttuare durante il sonno.

Le cabine americane sono insonorizzate per ridurre al minimo il rumore costante dei sistemi di ventilazione e dei macchinari a bordo. All’interno, gli astronauti possono utilizzare dispositivi personali come un computer portatile, ascoltare musica o persino leggere un libro. È essenziale che ogni cabina sia adeguatamente ventilata: senza un flusso d’aria costante, il rischio è che l’anidride carbonica espirata si accumuli intorno al viso dell’astronauta, portando a difficoltà respiratorie e potenzialmente a un risveglio improvviso per mancanza di ossigeno.

Inoltre, la sensazione di galleggiare mentre si dorme può sembrare piacevole, ma può anche essere disorientante. Per questo motivo, alcuni astronauti preferiscono ancorarsi con cinghie o utilizzare cuscini per dare una sensazione di supporto simile a quella terrestre.

Adattarsi al sonno nello spazio

Adattarsi al sonno in microgravità richiede tempo e studi sulla qualità del sonno nello spazio sono costantemente in corso, dato che un riposo adeguato è essenziale per mantenere alte le prestazioni cognitive e fisiche durante le missioni.

Un elemento che aiuta gli astronauti ad abituarsi è l’uso di occhiali a luce rossa o blu prima di dormire, progettati per influenzare positivamente i ritmi circadiani. Inoltre, il rispetto di orari regolari per l’attività fisica e il lavoro contribuisce a stabilizzare il ciclo sonno-veglia.

Con le future missioni verso la Luna e Marte, il sonno degli astronauti rimane un tema cruciale dato che, in caso di viaggi più lunghi e in ambienti ancora più isolati, ci sarà bisogno di nuove soluzioni per il benessere psicofisico degli equipaggi. Dormire nello spazio è senza dubbio una sfida che richiede tecnologie avanzate e una rigorosa pianificazione per garantire la salute degli astronauti e dalla ISS alle future esplorazioni interplanetarie, il riposo adeguato resta un pilastro fondamentale per il successo delle missioni spaziali.

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