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Bruxismo notturno: cos’è, cosa può causare e i rimedi per trattarlo

  • 24 Gennaio 2024
Bruxismo notturno: sintomi e rimedi

Il bruxismo notturno è un disturbo che colpisce molte persone, spesso senza che ne siano davvero consapevoli. Il bruxismo si manifesta con il digrignamento o il serramento involontario dei denti durante il sonno (ma può accadere, come vedremo, anche di giorno!) un comportamento che può portare ad una serie di problemi dentali, muscolari e di salute generale. In questo articolo scopriremo le cause principali del bruxismo, le sue manifestazioni, le conseguenze per la salute e i possibili rimedi per prevenire e trattare questo fastidioso disturbo.

Tipologie di bruxismo: il bruxismo diurno e notturno

Esistono due principali tipologie di bruxismo: quello diurno e quello notturno. Sebbene condividano caratteristiche simili, si manifestano in contesti diversi.

  • Bruxismo diurno: si verifica durante il giorno, spesso in modo consapevole, come risposta a stress, concentrazione intensa o cattive abitudini. Può comportare il serramento della mandibola più che il digrignamento vero e proprio.
  • Bruxismo notturno: avviene durante il sonno ed è generalmente fuori dal controllo consapevole. È più difficile accorgersene e spesso viene individuato attraverso sintomi secondari come dolore muscolare o usura dei denti.

Entrambe le forme, comunque, possono avere conseguenze simili e necessitano di una gestione mirata.

Le cause del bruxismo: perché si digrignano i denti?

Il bruxismo può avere diverse cause, anche se quelle più comuni sono legate alle condizioni di stress o ansia che influiscono sul sistema nervoso centrale. Soprattutto nel caso del bruxismo notturno, infatti, capita che durante il sonno il cervello può reagire allo stress proprio serrando i muscoli della mandibola e inducendo il digrignamento. Ansia e stress non sono, però, le uniche cause. Altre possibili cause possono essere:

  • Problemi occlusali: disallineamenti dentali che possono generare tensioni nei muscoli masticatori.
  • Fattori genetici: una predisposizione familiare può aumentare la probabilità di sviluppare il disturbo.
  • Disturbi del sonno: nel caso del bruxismo notturno, apnea notturna e altre alterazioni del sonno sono strettamente collegate al bruxismo.
  • Consumo di stimolanti: l’uso eccessivo di caffeina, alcol o tabacco può accentuare il problema.

Identificare la causa specifica è fondamentale per definire un trattamento adeguato, che possa affrontare efficacemente il problema alla radice e migliorare la propria qualità della vita.

Prevenire il bruxismo è possibile?

Anche se eliminare completamente il rischio di bruxismo non sia sempre possibile, adottare alcune strategie preventive può contribuire a ridurre significativamente il problema. Gestire lo stress attraverso tecniche di rilassamento, come meditazione, yoga o esercizi di respirazione profonda, aiuta a diminuire il carico di tensione quotidiana. Allo stesso tempo, migliorare l’igiene del sonno, mantenendo una routine regolare, evitando stimolanti prima di andare a dormire e creando un ambiente tranquillo, favorisce un riposo più rigenerante.

È importante anche prestare attenzione alla salute dentale, effettuando visite regolari dal dentista per valutare l’occlusione e apportare eventuali correzioni necessarie. Un approccio combinato e consapevole, quindi, può ridurre in modo significativo l’impatto del bruxismo nel tempo.

Come accorgersi che si soffre di bruxismo?

Riconoscere il bruxismo non è sempre immediato, soprattutto nel caso del bruxismo notturno. Alcuni segnali, però, possono indicarne la presenza:

  • Dolore mandibolare o mal di testa al risveglio.
  • Sensibilità dentale o denti scheggiati.
  • Rumore di digrignamento notato da un partner durante la notte.
  • Affaticamento muscolare nella zona della mandibola.
  • Difficoltà ad aprire completamente la bocca o a masticare.

Un controllo regolare dal dentista può aiutare a rilevare i primi segni di usura dentale o tensione muscolare, che sono fondamentali per una diagnosi precoce.

Cosa può causare il bruxismo: le conseguenze del digrignare i denti

Il bruxismo non trattato può avere conseguenze significative, sia a livello orale che generale. Il digrignamento prolungato dei denti può infatti causare usura dello smalto, aumentando la probabilità di sviluppare carie. Inoltre, il sovraccarico sulla mandibola può portare a disturbi temporo-mandibolari, accompagnati da dolori muscolari che coinvolgono il viso, il collo e le spalle.

Questo disturbo può anche influire negativamente sulla qualità del sonno, causando interruzioni che si traducono in stanchezza durante il giorno. A livello estetico, infine, denti scheggiati o consumati possono compromettere l’aspetto del sorriso. Intervenire rapidamente, quindi, è fondamentale per evitare complicazioni più gravi.

Rimedi per il bruxismo: come trattarlo correttamente

Il trattamento del bruxismo varia in base alla gravità del disturbo e alle sue cause specifiche. Una delle soluzioni più comuni è l’utilizzo di un bite dentale, un dispositivo personalizzato che protegge i denti durante il sonno, limitando l’usura e alleviando la pressione sui muscoli. In parallelo, le terapie psicologiche, come la terapia cognitivo-comportamentale, possono aiutare a gestire lo stress, una delle principali cause del bruxismo.

In alcuni casi, il medico potrebbe consigliare farmaci, come miorilassanti o rimedi per migliorare la qualità del sonno. Anche la fisioterapia può essere efficace, grazie a esercizi mirati per rilassare i muscoli mandibolari e migliorare la postura. Infine, se il bruxismo è legato a problemi di malocclusione, l’ortodonzia può rappresentare una soluzione correttiva utile per affrontare il problema alla radice. In ogni caso un approccio multidisciplinare, che coinvolga dentista, fisioterapista e psicologo, è spesso la soluzione più efficace per combattere i disturbi del sonno come il bruxismo.

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