La stanza Perdormire

Dai simboli agli archetipi, i sogni parlano del nostro inconscio

  • 26 Marzo 2021

Dalla logica alle immagini simboliche

A proposito della giornata mondiale del sonno, nello scorso articolo abbiamo accennato al fatto che l’inconscio si esprime attraverso il sogno offrendoci simboli come immagini rappresentative di noi stessi. Questo significa che nel sogno il pensiero non è più indirizzato dal ragionamento e dalle normali leggi del linguaggio e della logica, bensì la nostra mente sperimenta un tipo di pensiero che si esprime attraverso immagini che sono, appunto, simboliche.

Torniamo a parlare di sogni in questo secondo e ultimo appuntamento con l’analista filosofo Roberto Cecchetti.

Come i simboli onirici racchiudono i nostri istinti

Il filosofo e psicoanalista Carl Gustav Jung parlava dei simboli come trasformatori di energia psichica, definendo quest’ultima come libido, energia desiderante e creativa che risiede nell’oscurità dell’inconscio.

Proprio i simboli sarebbero in grado di trasformare l’energia degli istinti in immagini che possono essere accolte ed elaborate dalla coscienza. L’energia contenuta in tali immagini può, quindi, essere integrata e accolta nella coscienza per essere poi diretta e impiegata in compiti differenti. Le immagini simboliche, infatti, tendono a raggrupparsi intorno a veri e propri complessi a “tonalità affettiva”, cioè dotati di forte energia psichica, i quali sottraggono libido alla coscienza, anzi bloccano e disturbano il pensiero cosciente che si trova in conflitto con l’inconscio. Si tratta dei famosi complessi.

Dai simboli agli archetipi

Se scendiamo più in profondità ecco che ci imbattiamo in un inconscio ancora più profondo e antico che sempre Jung chiamò “inconscio collettivo”, il quale domina il nostro modo di rappresentarci la realtà attraverso forme originarie, forme-tipo dette archetipi.

Gli archetipi sono legati a loro volta con l’energia istintuale e si manifestano in immagini così ricorrenti da essere universali in quanto appartenenti al bagaglio della psiche di tutta l’umanità. La psiche, da questo punto di vista, è strutturata energeticamente, ma anche stratificata storicamente e perciò è da pensare come qualcosa di personale e al tempo stesso anche collettivo, qualcosa che si eredita e si trasmette di generazione in generazione.

Gli archetipi più importanti sono quelli di Anima, Vecchio saggio, Fanciullo ed Eroe. Ecco che, se la psiche si esprime attraverso immagini simboliche, non potrà che rifarsi al bagaglio mitico-simbolico che l’umanità ha tramandato nelle narrazioni mitologiche e nelle favole.

Avete mai sognato un cavallo al galoppo oppure un cavallo alato come Pegaso? Secondo Jung l’inconscio vi stava parlando della vostra energia psichica e della sua capacità di “prendere il volo”. Quante volte nei sogni degli uomini si incontrano figure di donna? Può trattarsi di immagini significative della nostra Anima, cioè della parte femminile della psiche dell’uomo. Avete sognato un fanciullo, un bambino che è nato o sta per nascere? Può trattarsi di una nuova visione della realtà che sta per sbocciare dentro di voi.

L’immagine simbolica deve comunque essere interpretata per essere colta nel significato che può assumere di volta in volta per ciascun individuo. Comprendere l’indicazione del simbolo è molto importante, perché da questa comprensione nasce la soluzione dei nostri conflitti interiori ed è da qui che prende il via il nostro processo di sviluppo.

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