La stanza Perdormire

Il 22 aprile 2022 si celebra la giornata mondiale della Terra, la più grande manifestazione ambientale del pianeta, momento celebrativo in cui tutti i cittadini del mondo si uniscono per celebrare la Terra e promuoverne la sua salvaguardia. L’obiettivo per la Giornata Mondiale della Terra 2022 è mobilitare il Pianeta per dire una sola cosa: la Terra non aspetta. E invece, la Terra sta aspettando da tantissimo tempo che l’uomo modifichi alcune abitudini in suo favore.

Franklin Delano Roosvelt, già all’inizio del secolo scorso, disse: La nazione che distrugge il proprio suolo distrugge se stessa. E’ evidente che le sue parole sono cadute nel nulla per molto tempo, ma ormai da qualche anno, ci auguriamo a tempo non ancora scaduto, le persone hanno cominciato a preoccuparsi e ad occuparsi di sostenibilità.

La lista delle questioni ambientali da affrontare con urgenza è decisamente lunga: dal riscaldamento globale, all’inquinamento dell’aria, e dei mari, dalla deforestazione alla riduzione delle risorse energetiche. Ormai, nemmeno i più scettici possono negare la realtà dei fatti: abbiamo reso il nostro pianeta un luogo sempre meno ospitale, per noi e soprattutto per chi verrà dopo di noi. La situazione è seria, ma sembra che finalmente qualcosa stia cambiando. Già da qualche anno la questione della sostenibilità sta suscitando un interesse inedito, rivelando una sensibilità diffusa e per certi aspetti sorprendente. Sono le generazioni più giovani a guidare questo movimento di consapevolezza, i Millennials che sono già stati etichettati come la green generation e che hanno un occhio attento alla sostenibilità.

Chi di noi è più sostenibile?

Secondo alcuni sondaggi su 3.500 giovani tra i 10 e 25 anni il 96% è preoccupato per la salute della Terra e circa 9 ragazzi su 10 manifestano il loro spirito ecologista. Ma come spesso accade in questi casi, le buone abitudini hanno avuto un effetto contagio, e oggi il tema della sostenibilità è sentito da moltissimi, con evidenti conseguenze sulle scelte di consumo, di mobilità, di alimentazione, in una parola di stile di vita. Forse più di ogni altra cosa, ad avere influenza diretta sulla qualità dell’ambiente sono le nostre abitudini di consumo. Vediamone qualcuna insieme:

  • Limitare il consumo di carne: oltre a poter generare un grande beneficio per la salute, è un ottimo modo di tutelare l’ambiente. Questo non significa che sia necessario diventare tutti vegani o vegetariani. Una strada alternativa può essere quella della riduzione, che talvolta sfocia nelle cosiddette diete flexitarian, ovvero quelle seguite dalle persone che hanno scelto di nutrirsi con alimenti a base esclusivamente vegetale soltanto per alcuni giorni della settimana, o magari per una sola settimana in un mese.
  • Supportare il mercato locale: un modo forse meno scontato di contribuire alla tutela ambientale è la scelta di sostenere, nei propri acquisti alimentari, i produttori locali. Comprare alimenti da rivenditori di quartiere, legati al territorio o, ancora meglio, direttamente dai produttori è un ottimo modo di salvaguardare il benessere di se stessi, del pianeta e del proprio territorio di appartenenza.
  • Scegliere brand con una missione: cavalcando l’onda di questa nuova attenzione alla dimensione della sostenibilità, diverse aziende, in tutti i settori del mercato, si sono fatte oggetto di una vera e propria green revolution, e molte altre sono nate ponendo quello della sostenibilità tra i propri principi fondanti. Preferire questi brand ad altri significa alimentare un sistema che fa della generazione di un impatto positivo sull’ambiente il suo fine primo e ultimo.
  • Riparare: riparare è uno dei gesti più significativi che si possano compiere per tradurre nei fatti il proposito di vivere in maniera più sostenibile. Uscire dalla logica del sempre nuovo per entrare in quella del riportato a nuovo può essere la chiave per fare del proprio stile di vita uno modello più semplice e leggero, che riduce i rifiuti e lo spreco e che si traduce in un comportamento sostenibile.
  • Evitare la plastica: evitare tutto ciò che è usa e getta è sicuramente un atto a favore della sostenibilità. Va anche sottolineato però che la plastica, soprattutto quella degli imballaggi, se correttamente smaltita può diventare una risorsa importante per la creazione di oggetti prodotti con materie prime di seconda vita.
  • Scegliere mezzi alternativi: altro tema oggi più che mai caldo è quello della mobilità sostenibile. Con la crescita inarrestabile delle aree urbane, il problema dell’inquinamento dell’aria e della congestione delle città è sempre più sentito, e anche qui non è difficile dare il proprio personale contributo per realizzare soluzioni efficaci. Percorrere almeno parte degli spostamenti quotidiani con le proprie gambe o in bicicletta può essere una buona abitudine da inserire nella propria routine giornaliera di benessere, coniugando ancora una volta benessere personale e benessere ambientale. La parola d’ordine, in questo contesto potrebbe essere anche share: condividere la propria auto per un viaggio altrimenti solitario significa non soltanto risparmiare sui costi, ma anche ridurre il numero di mezzi in circolazione e, di conseguenza, i livelli di inquinamento o utilizzare i mezzi messi a disposizione dai comuni, dalla bicicletta agli scooter fino alle auto, sempre più disponibili nelle città, che in pieno accordo con la nuova sensibilità green stanno riscontrando uno straordinario successo.

La sostenibilità non va in vacanza!

Ma tutti questi comportamenti devono, sempre più, diventare una scelta consapevole e sempre meno una costrizione. Se impareremo a farlo, li adotteremo anche quando saremo in vacanza, il momento più free dell’anno. Impariamo a mettere in valigia la sostenibilità, non mandare la sostenibilità in vacanza! Per esempio, esistono hotel certificati da enti per il turismo sostenibile: teniamoli in considerazione e premiamoli con la nostra presenza! E poi, visto quanto tempo in una giornata dedichiamo al lavoro, in fondo sarebbe piuttosto strano se non si potesse portare la propria attitudine alla sostenibilità anche in ufficio. Certo, non si tratta di soluzioni applicabili universalmente, ma già il fatto di conoscerle e prenderle in considerazione potrebbe essere un primo passo per cambiare le cose.

Produrre sostenibile, si può!

E’ sempre più evidente che ognuno di noi può fare la differenza in tema di sostenibilità e, sicuramente, le aziende, in questo ambito, giocano un ruolo fondamentale.

PerDormire, il brand che ha fatto del benessere la sua bandiera, ha avviato da tempo processi e produzioni a basso impatto ambientale. “PerCambiare, insieme” è l’irrinunciabile asset per la trasformazione sostenibile. L’approccio verso la sostenibilità prevede forti investimenti: continuare a puntare sulle energie rinnovabili, arrivando al 100% di energia autoprodotta e, entro il 2023, azzerare gli scarti di materia prima vergine, riutilizzandola per produrre vari tipi di imbottiture, sempre performanti. Una sostenibilità che si integra con la qualità, la durabilità e l’estetica del Made in Italy di PerDormire. Sul fronte delle strutture letto, ad esempio, sono stati introdotti rivestimenti in tessuto realizzato con filati ottenuti dal PET riciclato tramite un processo meccanico non inquinante, unito a un cotone proveniente da fonti di recupero: con 1 metro quadro di rivestimento di un letto si recuperano 50 bottiglie di plastica. Nessuna rinuncia al design e all’estetica: il tessuto, un prodotto italiano, è proposto in un arcobaleno di colori, per una scelta cromatica – e sostenibile – in linea con i gusti personali, qualunque sia il modello di sistema letto scelto. Particolarmente interessante è, poi, l’evoluzione tecnologica e sostenibile nei materassi: vengono prodotti con materiali che integrano efficacemente qualità ergonomiche e componenti a basso impatto ambientale. Un esempio, fra i tanti è il Revive Memory, un materasso con rivestimento Ecoxperience® realizzato con fibre riciclate e a basso impatto ambientale o il Bio Memory 5.0 in bio memory e fibra di bamboo per il benessere igienico e con un’Imbottitura in fibra dalle proprietà anallergiche e un rivestimento in tessuto a maglia con fibre di cotone e lino.

 

 

 

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