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Digital detox per ritrovare benessere

Per parlare di digital detox dobbiamo fare un passo indietro nel tempo. Gli smartphone sono diventati compagni di vita pressoché indispensabili: non ci sogneremmo mai di uscire di casa senza. Ci affidiamo al telefonino per avere indicazioni stradali, per consultare ricette di cucina, ma soprattutto per restare sempre connessi e aggiornati su ciò che succede nel mondo e tra la nostra cerchia di amici.

Secondo un’indagine condotta da Motorola in collaborazione con la dottoressa Nancy Etcoff dell’Università di Harvard, il 65% degli intervistati su scala mondiale afferma che cadrebbe nel panico se dovesse perdere il proprio telefonino. La medesima indagine ha evidenziato che un terzo del campione si riterrebbe più felice se riuscisse a utilizzare di meno lo smartphone. I due dati incrociati sono indicatori dello stato dell’arte. A distanza di un ventennio dalla diffusione del telefono cellulare e dopo 10 anni di convivenza con gli smartphone, siamo arrivati al punto di renderci conto di quanto la tecnologia applicata al mobile sia diventata pervasiva.

Il primo passo è la consapevolezza

Cerchiamo di osservarci dall’esterno per capire se e in che misura eccediamo nell’uso dello smartphone. Riusciamo a stare a tavola in compagnia senza controllare le notifiche sul telefonino per tutta la durata del pasto? In vacanza sentiamo il costante bisogno di condividere sui social quello che facciamo? Queste sono alcune delle domande la cui risposta aiuta a prendere consapevolezza del problema e può fungere da stimolo a intraprendere il percorso di digital detox.

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Digital detox step by step

Una volta appurato il consumo eccessivo del telefonino, si procede con un periodo disintossicazione, seguito da un recupero graduale volto ad acquisire l’abilità di servirsi dello smartphone con oculatezza.

Si comincia la sera prima di andare a dormire. Sì, perché i risvolti negativi dell’abuso da telefono cellulare si ripercuotono di gran lunga sulla qualità del sonno. Quindi mettiamo via il telefonino un’ora prima di andare a letto. La luce a led, infatti, si è dimostrata un inibitore della produzione di melatonina, conosciuto anche come l’ormone del sonno. Si torna, poi, ai vecchi metodi, servendosi di una sveglia tradizionale al posto di quella del telefono. Un trucco che ci consente di non dover tenere lo smartphone sul comodino, impedendoci di controllare le notifiche e leggere le mail sul telefono come prima cosa al mattino.

Il secondo passo è trasformare i pasti e le pause caffè in un momento phone free. Dedichiamo piuttosto questo tempo alle relazioni interpersonali. Lo stesso va fatto nei weekend: il fine settimana torna a essere un momento di puro relax da trascorrere in compagnia oppure dedicandosi alle proprie passioni. Ciò non significa che non possiamo rispondere alle telefonate. Disattivare i dati mobili permette di bloccare le notifiche mantenendo attiva la rete telefonica e se qualcuno ci chiama, sforziamoci di non vivere questo momento con urgenza. Prendiamoci il tempo necessario per rispondere. Per una telefonata o messaggio che richiedono una risposta urgente, ce ne sono tanti altri che possono attendere.

Se manca la forza di volontà per tutte queste piccole azioni detox, basti sapere che esistono numerose app che aiutano a monitorare l’uso dello smartphone, avvisandoci quando è l’ora di staccare lo sguardo dallo schermo, come, ad esempio, Rescue Time.

Infine, trasformiamo ogni momento libero in un’occasione per stare all’aria aperta, specialmente nelle belle giornate di sole. La sintesi della vitamina D ci carica di energia positiva, inducendoci a scordarci del telefono.

 

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